La nuova tabella indicativa delle percentuali di invalidità civile

La nuova tabella indicativa delle percentuali di invalidità civile. La nuova tabella indicativa delle percentuali di invalidità civile è contenuta nel decreto ministeriale del 5 febbraio 1992 ed è ancora in vigore.

La nuova tabella è stata redatta sulla base della classificazione internazionale delle menomazioni elaborata dall’OMS (Organizzazione mondiale della Sanità) e contiene un elenco di patologie. Per ognuna di tali patologie viene indicata una percentualenumerica che può essere fissa o variabile tra un minimo ed un massimo.

Quindi, nel momento in cui la Commissione medica deve valutare la percentuale di invalidità di un soggetto, deve tener conto della tabella ma anche della classificazione dell’OMS. La Commissione dovrà dunque concentrarsi non solo sulla riduzione della capacità lavorativa del soggetto esaminato ma anche sulle potenzialità lavorative residue del soggetto.

Non tutte però le patologie esistenti in natura sono contenute nella tabella. Per far fronte a tale mancanza si applica il procedimento analogico che consiste nel trovare tra le voci tabellate quella che più si avvicina o che più risulta simile per gli effetti invalidanti che entrambe le patologie producono in un soggetto.

Per determinare la percentuale complessiva di invalidità sorgono problemi diversi a seconda che il disabile soffra di un’unica patologia o se sia affetto da più patologie.

Se la patologia è unica ed il valore percentuale è fisso, non sorgono problemi. Se il valore percentuale è variabile, allora la percentuale complessiva va fissata in considerazione della gravità della patologia, dell’eventuale sussistenza di patologie concorrenti (anche di valore inferiore al 10%) e della gravità delle conseguenze personali o sociali che quella menomazione comporta per la persona nel contesto in cui essa vive.

Se, invece, le patologie sono più di una, occorre prima definire se si tratta di patologie concorrenti o coesistenti.

Sono patologie concorrenti le menomazioni che interessano lo stesso organo o lo stesso apparato.

Sono patologie coesistenti le menomazioni incidenti su diversi organi e apparati.

Dunque, qualora le patologie siano concorrenti, per la valutazione della percentuale complessiva di invalidità, ci si rifà a quanto detto per la valutazione della patologia unica.
Per le patologie coesistenti il calcolo si realizza determinando prima la percentuale per ogni singola patologia, sommandole, poi, con una formula riduzionistica “a scalare”.

Ad esempio, se le patologie sono due si avrà:
(percentuale 1 patologia + percentuale 2patologia) - (percentuale 1patologia x percentuale  2patologia) = percentuale complessiva di invalidità

Nel caso vi fossero altre patologie coesistenti si continua con il medesimo procedimento.

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Nadia Delle Side: Avvocato specializzato su invalidità, indennità di accompagnamento, cecità, sordità, indennità di frequenza scolastica, handicap, prestazioni Inps e Inail, danneggiamento da trasfusioni di sangue e vaccinazioni, amministrazione di sostegno, tutela antidiscriminatoria.

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Commenti

  1. Giacomo dice:

    Egregi signori mi rivolgo a voi x un ingiustizia fatta da parte di una commissione dell asl.Mio padre invalido dal 2005 con il 90% di invalidità.Facciamo domanda di aggravamento nel giugno del 2011,x una seria di problemi causati da un blocco renale che causano dei seri problemi di tipo: insufficienza renale cronica con sedute di dialisi 3 volte ,insufficienza respiratoria con edema polmonare cronica con ossigeno terapia,diabete mellito tipo 2 con insulina dipendente.anemia ,cardiopatico iperteso con eschemia celebrare con ausilio di pacemacher,ha un problema nel femore destro causato da una contusione non operabile causa diabete,dovrebbe subire una nefrectomia causa un ascesso renale.una persona con tutte queste patologie tutte documentate ,non ha il sacrosanto diritto x l accompagnamento………..cordiali saluti

  2. stefy68 dice:

    Ciao… non ci sono parole primo x come sta tuo padre poi x il resto é veramente vergognoso… avendo letto ciò ke ha tuo padre e conoscendo qst malattie nn servirebbe neanke leggere i documenti e riconoscere subito l’accompagnamento.. ma c’ è solo una cosa da dire parole dette da una dottoressa: “dovrebbero passare loro solo x 1/4 d’ora quello ke passa lei…” parole dette a me qualche settimana fa…ti auguro tanta fortuna….

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