Pensione di inabilità di invalidità civile

Pensione di inabilità di invalidità civile

Pensione di inabilità di invalidità civile. Possono beneficiare della provvidenza economica della pensione di inabilità, gli invalidi civili totali (100%) con età compresa tra i 18 ed i 65 anni, cittadini italiani e residenti in Italia che versano in uno stato di bisogno.

Il beneficio si estende anche ai cittadini di Paesi membri dell’Unione europea ma che risiedano in Italia. In caso di apolidi e cittadini di Stati non membri dell’Unione europea vi è una situazione particolare,attualmente oggetto di esame di legittimità costituzionale. Ossia, per ottenere il riconoscimento del requisito sanitario basta il possesso del permesso di soggiorno, mentre per l’erogazione della provvidenza economica occorre la carta di soggiorno.

Cumulabilità

La pensione di inabilità è comulabile con tutte le altre prestazioni pensionistiche per latra causa; la provvidenza spetta per intero anche se chi ne ha diritto è ricoverato in istituto a spese dello Stato o di altro ente pubblico.

Il riconoscimento dell’invalidità civile totale non significa necessariamente una totale inabilità al lavoro, potendo sussistere comunque delle residue capacità lavorative. Però, se svolgendo anche un’attività lavorativa si supera il reddito allora ciò comporta la sospensione dell’erogazione della provvidenza economica.

Al compimento dei 65 anni, la pensione di inabilità si trasforma automaticamente il assegno sociale che non può essere di importo inferiore a quanto prima percepito.

Il presupposto per l’erogazione della provvidenza economica è lo stato di bisogno del richiedente. Infatti, se anche si superano temporaneamente  i limiti reddituali, l’erogazione viene sospesa. I limiti reddituali vengono rivisti annualmente sulla base dell’indice Istat.

Non rientrano nel calcolo dei redditi, quelli derivanti da:

–    pensioni, assegni o indennità derivanti da invalidità per qualsivoglia causa, anche di guerra;
–    rendite inail di inabilità permanente assoluta o parziale;
–    assegni per l’assistenza personale continuativa;
–    rendite per il caso di morte;
–    indennizzo derivante da vaccinazioni o da emotrasfusioni;
–    unità immobiliare adibita ad abitazione principale e sue pertinenze.

L’importo della pensione di inabilità per il 2011 è di € 260,27, mentre il limite di reddito da non superare è di € 15.305,79.

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E. Nadia Delle Side: Avvocato specializzato su invalidità, indennità di accompagnamento, cecità, sordità, indennità di frequenza scolastica, handicap, prestazioni Inps e Inail, danneggiamento da trasfusioni di sangue e vaccinazioni, amministrazione di sostegno, tutela antidiscriminatoria.

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9 Comments

  1. riccardo

    Sono invalido civile al 100% dal 1999 (sclerosi multipla) e percepisco regolare pensione,nel 2011 ho fatto la domanda di aggravamento causa peggioramento della mia malattia, la commissione medica ha accettato la domanda riconoscendomi l assegno di accompagnamento, in più una inabilità lavorativa al 100%. ho fatto domanda per la pensione di inabilità lavorativa all inps ma la risposta è stata negativa perchè non ho abbastanza contributi.Ma come ,la mia malattia mi impediva di lavorare come dovevo fare per i contributi? poi sono un invalido civile e da ciò che leggo in internet un invalido civile ha diritto alla pensione di inabilità anche senza contributi. AIUTATEMI X FAVORE

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    1. Avv. Nadia Delle Side

      Una cosa è la pensione di inabilità civile, altra quella di inabilità ordinaria. Quest’ultima spetta solo in presenza oltre che del requisito sanitario anche di quello contributivo (almeno 260 contributi settimanali, pari a 5 anni di assicurazione, dei quali almeno 156, pari a 3 anni, versati nei cinque anni precedenti la data della domanda). Saluti

      Reply
  2. riccardo

    grazie per la risposta ma restano i miei dubbi, nel sito inps alla voce invalidi civili si riconosce una pensione di inabilità lavorativa senza parlare di contributi,ho tutti i requisiti ma l inps continua a dire no perchè mi mancano i contributi, sono invalido civile dal 1999 con regolare pensione di invalidità (sclerosi multipla) nel 2011 la mia malattia si è aggravata e la commissione medica mi ha riconosciuto l assegno di accompagnamento che già percepisco,inoltre nel verbale vi era una inabilità lavorativa al 100% ma l inps mi dice che non ne ho diritto,avvocato mi dia un suo parere…………….grazie

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    1. Avv. Nadia Delle Side

      Le ho già risposto. Da quello che mi scrive capisco che percepisce pensione di inabilità civile (100%) e accompagnamento. Per la pensione di inabilità ordinaria occorrono anche i requisiti contributivi.

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  3. Alberto

    Salve , a causa di una malattia metabolica rara che mi impedisce di lavorare , dovrei chiedere la pensione di invalidità civile , ma essendo ormai disoccupato da oltre 10 anni e non avendo molti contributi versati mi chiedo se potrebbero togliermi questa possibilità

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    1. Avv. Nadia Delle Side

      L’invalidità ordinaria non le spetta perchè le serve aver versato tre anni di contribuzione nel quinquennio precedente alla data di presentazione della domanda amministrativa. Può però presentare domanda di invalidità civile.

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  4. Licia Sorbara

    BUONGIORNO IO HO 57 ANNI E LAVORO PER IL COMUNE NEL 2010 MI E’ STATA RICONOSCIUTA L’INVADILITA’ DEL 90% cON GRAVE PATOLOGIA DOVREI AVERE 32 ANNI E 6 MESI CIRCA PIù DUE ANNI AL DI FUORI DELLA P.A NON ANCORA RISCATTATI PIù I 5 ANNI PER INVALIDITA’. NESSIN PATRONATO MI DA’ UNA MANO VORREI SAPERE QUANDO POTRO’ ANDARE IN PENSIONE. N.B. DEVO STARE DIETRO ANCHE ALLA MIA MAMMA CHE HA 79 ANNI E CHE HA IL 100% d’INVALIDITA’ CON GRAVE PATOLOGIA ED E’ VEDOVA COME MI DEVO MUOVERE?

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  5. Vincenzo aruta

    Invalido civile al100% con 67 anni ricevo una pensione inabilità iocom di 501€ però mi hanno tolto l’assegno invalidità che ho percepito fino a 65 anni
    E normale se per la iocom ho versato i contributi?
    Grazie

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    1. Avv. Nadia Delle Side

      Dai 65 anni l’inabilità civile si trasforma automaticamente in assegno sociale. Il valore dell’assegno sociale sostitutivo è pari a 364,90 € al mese. Se però lei supera i 16.532,10 di reddito personale, l’assegno sostitutivo non le viene più corrisposto.

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