Progetti individuali per le persone disabili: art. 14 Legge 328 del 2000

Progetti individuali per le persone disabili: art. 14 Legge 328 del 2000

Progetti individuali per le persone disabili: art. 14 Legge 328 del 2000. La legge quadro n.328/2000 “per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali” stabilisce che “la Repubblica assicura alle persone e alle famiglie un sistema integrato di interventi e servizi sociali, promuove interventi per garantire la qualità della vita, pari opportunità, non discriminazione e diritti di cittadinanza, elimina o riduce le condizioni di disabilità, di bisogno e disagio individuale e familiare, derivanti da inadeguatezza di reddito, difficoltà sociali e condizioni di non autonomia (…)”.

Per interventi e servizi sociali si intendono quelle “attività relative alla predisposizione ed erogazione di servizi gratuiti e a pagamento o di prestazioni economiche destinate a rimuovere e superare situazioni di bisogno e difficoltà (…)”

La legge si rivolge agli enti locali, Regioni e Stato, organismi che hanno l’obbligo di programmare e organizzare, nella disponibilità delle proprie risorse finanziarie, il sistema integrato degli interventi e servizi sociali.

Destinatari delle prestazioni economiche e sociali sono cittadini in condizioni di povertà e con limitato reddito e incapaci totalmente o parzialmente di provvedere alle proprie necessità, con difficoltà di inserimento nella vita sociale attiva e nel mercato del lavoro anche a causa di inabilità di ordine fisico e psichico.

L’art. 14 della legge in esame contiene importanti disposizioni per la realizzazione di Progetti individuali per le persone disabili.
In particolare, viene stabilito che “per realizzare la piena integrazione delle persone disabili ossia di coloro che, ai sensi dell’art. 3 Legge 104/1992, presentano minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali, stabilizzate o progressive, che sono causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa e tali da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione”, i Comuni, d’intesa con le Aziende Sanitarie locali, predispongano Progetti individuali..

L’iniziativa dell’ente locale non è autonoma ma va sollecitata su richiesta dell’interessato ed è volta a realizzare la piena integrazione di queste persone nella vita familiare e sociale nonché nel contesto di percorsi di apprendimento o professionali.
Il Progetto individuale viene attivato nell’ambito delle risorse disponibili dell’ente, a tal fine destinate e predisposto sulla base di una valutazione diagnostico-funzionale del soggetto che lo richiede. Esso comprende una serie di servizi rivolti alla persona disabile: in particolare, si tratta di prestazioni che hanno ad oggetto la cura e la riabilitazione nonché misure economiche dirette e indirette finalizzate, nel loro complesso, al superamento di condizioni di povertà e, ove necessario, al recupero e alla integrazione sociale. Eventuali sostegni possono essere previsti anche per il nucleo familiare della persona disabile.

Per la sua delicatezza e complessità, il Progetto individuale può essere definito e attuato grazie all’apporto di figure professionali specifiche che cooperino al fine di garantire la continuità del percorso di sostegno, soprattutto in occasione di fasi avvertite come particolarmente critiche nella vita del disabile.

Angela Marcantonio

Autore

E. Nadia Delle Side: Avvocato specializzato su invalidità, indennità di accompagnamento, cecità, sordità, indennità di frequenza scolastica, handicap, prestazioni Inps e Inail, danneggiamento da trasfusioni di sangue e vaccinazioni, amministrazione di sostegno, tutela antidiscriminatoria.

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3 Commenti

  1. mario

    bellissima legge… peccato che non venga atuata.sono sempre piu convinto che disabili in questa societa siano una palla al piede.contano solo i soldi. ci sono ausili che ti rendono piu autosufficiente.ma chi se li puo permettere. stendiamo un velo pietoso.

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  2. gina

    il nostro comune fa finta che disabili non ce ne sono…… anche se sollecitati. Siamo abbandonati da tutto e tutti.
    Il disabile deve essere parte intgrante di questa società….
    teatro, sport, lavoro, supporto psicologico ecc. Manca tutto e basta poco

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  3. giuseppina

    Buongiorno io ho fatto una lettera protocollata in comune per chiedere perché ad oggi assistente sociale non mi ha mai detto nulla di questo e della libertà di scelta sulla gestione indiretta e sul fondo della non autosufficienza. Protocollato il 14/8/2015 vediamo se rispondono. Vorrei domandare la cooperativa sociale che gestisce il centro socio educativo che frequenta mia figlia da due anni non ha il consenso sui dati sensibili firmato da amministratore di sostegno e ci hanno detto che non lo devono avere e giusto? Quando si fa il piano educativo individuale e viene firmato va rispettato quanto è scritto e se ci sono delle modifiche di attività va riportato sul piano educativo individuale a noi hanno detto no? Può rispondere a queste domande grazie

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