Esenzione contributo unificato e spese di lite: aumentano i limiti di reddito

Esenzione contributo unificato e spese di lite: aumentano i limiti di reddito

Con il Decreto del Ministro della Giustizia del 7.05.2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 186 del 12.08.2015, è stato aggiornato il limite di reddito per l’ammissione al beneficio del patrocinio a spese dello Stato, ed è stato elevato ad € 11.528,41.

Per effetto di tale aumento, vanno rideterminati anche i limiti di reddito per ottenere l’esenzione dal pagamento delle spese di giudizio (in caso di soccombenza) e del contributo unificato nelle cause previdenziali ed assistenziali.

Quindi, il limite di reddito da non superare per avere diritto all’esenzione dalle spese di lite in caso di soccombenza è: € 23.056,82.

Il limite di reddito da non superare per avere diritto all’esenzione dal pagamento del contributo unificato è: € 34.585,23.

consulenza legale on line

About The Author

E. Nadia Delle Side: Avvocato specializzato su invalidità, indennità di accompagnamento, cecità, sordità, indennità di frequenza scolastica, handicap, prestazioni Inps e Inail, danneggiamento da trasfusioni di sangue e vaccinazioni, amministrazione di sostegno, tutela antidiscriminatoria.

Related posts

5 Comments

  1. ciro

    Egregio Avvocato-
    Sono un pensionato della Polizia di Stato con una pensione privilegiata di 3^ categoria-
    Mi sono rivolto alla ASL di residenza,affinche con la documentazione saniataria ed i verbali della CMO,venisse sottoposto a visita medica affinchè venga accertato la percentuale di invalidità-
    Mi e stato risposto che loro ai titolari di pensioni privilegiate militari,non fanno la visita per accertare la percentuale di invalidità civile, e CORRETTO TALE ASSUNTO DA PARTE DELLA ASL ?
    Oppure esiste una norma che li obbliga a visitarmi su mia istanza ?
    La ringrazio
    Ciro

    Reply
    1. Avv. Nadia Delle Side

      DAl 1991 la legge 412 ha fatto venir meno il divieto di cumulare una serie di trattamenti pensionistici fra cui appunto le provvidenze concesse per causa di servizio (Pensione privilegiata) o di guerra con le pensioni concesse agli invalidi civili totali( no invalidi parziali), ai ciechi civili e ai sordomuti. Questo significa che ora la stessa persona già dichiarata invalida per causa di guerra, di lavoro o di servizio, può ottenere il riconoscimento di invalidità civile, solo a patto che subentri una menomazione non attribuibile a dette cause, neppure sotto il profilo dell’aggravamento o dell’interdipendenza con la patologia che ha determinato il riconoscimento diverso dall’invalidità civile.Inoltre, le pensioni di invalidità civile sono cumulabili con le altre pensioni solo se si rientri nel limite di reddito previsto per la concessione della pensione agli invalidi civili totali, ciechi civili e sordomuti. Saluti

      Reply
  2. Manu

    gentile avvocato, mio figlio è affetto da dislessia e in seguito all’ultima visita presso la Asl gli è stata revocata l’indennità di frequenza. ho intenzione di ricorrere al giudice . Per avere l’esenzione dal pagamento delle spese di giustizia in caso di soccombenza e dal pagamento del contributo unificato devo fare riferimento al reddito mio e di mio marito, in qualità di genitori? Dobbiamo cumulare il reddiTo mio e di mio marito Con l’indennità di frequenza percepita fino a giugno di quest’anno da nostro figlio? Grazie per la risposta che vorrà inviarmi. Arrivederci.

    Reply
  3. maria

    ho un bambino autistico riconosciuto invalido 100% percepisce l’indennità di accompagnamento. volevo sapere se ha diritto anche all’indennità di frequenza visto che va a scuola e frequenta un centro di riabilitazione logopedica e psicomotoria e anche all’invalidità civile visto che è un minore. grazie

    Reply
    1. Avv. Nadia Delle Side

      l’indennità di accompagnamento è incompatibile con l’indennità di frequenza; si tratta di due prestazioni alternative poichè l’indennità di frequenza è concessa al minore che presenta difficoltà nello svolgimento delle funzioni proprie dell’età, mentre l’accompagnamento nei casi più gravi quando il minore non è in grado di deambulare autonomamente oppure non è capace di svolgere autonomamente le attività quotidiane.

      Reply

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *