Pensione anticipata per gli invalidi dal 75% in su

Pensione anticipata per gli invalidi dal 75% in su

La riforma pensioni contenuta nella legge di stabilità 2017 prevede la pensione anticipata per i lavoratori invalidi con percentuale riconosciuta di almeno il 75%.

Si tratta di un agevolazione molto importante che va ad aggiungersi a quella già prevista dall’art.80, comma 3, della Legge 388 del 2000. Quest’ultima prevede infatti  che lavoratori invalidi civili ai quali sia stata riconosciuta un’ invalidità superiore al 74%, nonché ai lavoratori sordomuti, ai lavoratori invalidi per causa di servizio, invalidi di guerra e civili di guerra e gli invalidi per lavoro (ai quali sia stata riconosciuta sempre un’ invalidità superiore al 74% accertata dall’INAIL o dall’IPSEMA) hanno diritto ad una maggiorazione contributiva, ai fini del diritto e della misura della pensione, nella misura di 2 mesi ogni anno di lavoro fino ad un massimo di cinque anni. Tale maggiorazione è riconosciuta unicamente per periodi di attività lavorativa alle dipendenze di pubbliche amministrazioni o aziende private o cooperative svolti in concomitanza con il possesso del requisito sanitario (ossia dell’invalidità superiore al 74% o sordità congenita ecc.).

Ritornando ora alla Legge di stabilità 2017, gli invalidi dal 75% in su potranno andare in pensione anticipatamente e quindi godere dell’APE agevolato sempre che siano anche in possesso di 63 anni di età e 30 anni di contributi. Gli stessi lavoratori invalidi potranno godere della pensione anticipata, senza penalizzazioni, con 41 anni di contributi e quindi indipendentemente dall’età anagrafica se hanno lavorato almeno 12 mesi effettivi entro il 19° anno di età (c.d. lavoratori precoci-quota 41).

E i lavoratori aventi un’invalidità inferiore al 75%?

Per i lavoratori invalidi con percentuale inferiore al 75% non sono previste agevolazioni in uscita. Essi potranno al massimo optare per l’APE volontaria, ossia potranno andare in pensione anticipatamente dai 63 anni di età e con 20 anni di contributi, ma dovranno pagarsi di tasca propria l’anticipo pensionistico con una decurtazione ventennale sulla pensione finale.

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E. Nadia Delle Side: Avvocato specializzato su invalidità, indennità di accompagnamento, cecità, sordità, indennità di frequenza scolastica, handicap, prestazioni Inps e Inail, danneggiamento da trasfusioni di sangue e vaccinazioni, amministrazione di sostegno, tutela antidiscriminatoria.

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11 Comments

  1. Aldo

    Gent.mo Avvocato Delle Side
    sono nato il 20/9/1964 ed ho iniziato a lavorare il 1° maggio 1979 (con meno di 15 anni) nel settore privato come apprendista ed ho proseguito fino al 31 luglio 2007 sempre nel settore privato. In seguito ad una malattia son diventato invalido al 100% e dal 1° gennaio 2008 sono dipendente di un ente pubblico. Dal mese di febbraio 2007 percepisco un assegno ordinario di invalidità.
    Percependo questa pensione in base ai contributi versati ininterrottamente dal maggio 1979 al febbraio 2007 vorrei sapere se posso usufruire dei 41 anni di contributi indipendentemente dall’età (essendo io lavoratore precoce) per poter andare in pensione anticipata. Se così fosse posso anche includere tra i contributi la maggiorazione dei due mesi ogni anno lavorato a partire dal gennaio 2008?
    grazie per la risposta

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  2. valter

    Gent.mo Avvocato
    io lavoro dal 11 gennaio 1988 e ho 50 anni di età ,mi è successo che sono stato male riscontrato per colpa di una trasfusione sangue HIV e percepisco una pensione di invalidità più e anche lavoro percepisco lo stipendio .e io un domani devo andare in pensione la pensione la percepisco quella maturata
    grazie

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  3. biagini roberto

    salve sono in possesso certificato legge 104 ho invalidita 80 percento ho 60 anni 32di contributi posso andare in pensione adesso graziecon ss3

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  4. Anna Maria

    Gent.ma avvocato buongiorno, ho 63 anni e 23 di contributi (17 Inpdap e successivi 6 inps), non lavoro più dal 2009, invalida 100% percepisco la pensione di invalidità. Ora sto procedendo tramite patronato al collocamento a riposo . Per prima cosa faranno richiesta di ricongiunzione dei contributi Inpdap sotto l’INPS (hanno detto senza onere), poi procederanno alla pratica del collocamento a riposo. Però mi sembra strano che mi abbiano richiesto il modello SS3, dalle mie ricerche risulta che questo modello venga fatto x le domande di pensione di invalidità ordinaria che andrebbe poi rinnovata dopo 3 anni x max 2 volte, mentre io ho chiesto di fare domanda di pensione quella che consente agli invalidi al 100% donna di andare a 55 anni. Le domando se anche in questo caso devo produrre il certificato SS3, oppure stanno sbagliando pratica? Se così fosse quale legge devo citare per il collocamento a 55 anni, a parte la articolo 3 comma 8 della 503 del 92 che mantiene questo diritto? E, inoltre, è vero che la ricongiunzione è gratuita?
    La ringrazio per la sua cortese risposta e le porgo cordiali saluti.
    Anna Maria

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  5. CINZIA RUSSILLO

    Gent.mo Avvocato
    io sono una lavoratrice nella P.A,. con 36 anni di contributi 55 anni di età, 10 mesi lavorati come PRECOCE, 75% inabilità al lavoro.
    Quando potrò andare in pensione
    Grazie per la cortese risposta
    Cinzia R.

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  6. Claudio

    Gentilissimo avvocato ho 52 anni 25 anni di contributi e 78%di invalidità ho diritto alla pensione anticipata o alla iort grazie

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