Pensioni di invalidità: nuove regole per la liquidazione degli arretrati

Pensioni di invalidità: nuove regole per la liquidazione degli arretrati

Nella verifica dei redditi ai fini della liquidazione delle pensioni di invalidità civile, finora occorreva fare riferimento al reddito conseguito nell’anno precedente.

Con recente messaggio Inps si è intervenuti sul tema degli arretrati per le pensioni di invalidità civile chiarendo che nella verifica dei redditi per la liquidazione delle prestazioni di invalidità civile i pagamenti arretrati soggetti a tassazione separata non devono più essere computati sulla base del principio di cassa, cioè nel loro importo complessivo, ma sulla base dei ratei maturati in ciascun anno di competenza.

Ma andiamo per ordine.

La normativa vigente (art. 35, comma 8, del decreto legge 30 dicembre 2008 n. 207, convertito in legge 27 febbraio 2009, n. 14, come modificata dal decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito in legge 30 luglio 2010, n. 122) prevede che: “ai fini della liquidazione o della ricostituzione delle prestazioni previdenziali e assistenziali collegate al reddito, il reddito di riferimento è quello conseguito dal beneficiario e dal proprio coniuge nell’anno solare precedente“.

Da ciò ne derivava finora che nel computo dei redditi in tema di liquidazione delle prestazioni di invalidità civile gli arretrati venissero computati sulla base del principio di cassa, cioè calcolati nel loro importo complessivo. Da ciò ne derivava sovente il superamento dei limiti di reddito ai fini del diritto alle prestazioni di invalidità civile.

La Corte di Cassazione con sentenza n. 12796 del 2005 è intervenuta sull’argomento  stabilendo che, in tema di erogazione dei benefici previdenziali e assistenziali collegati al reddito, per la determinazione del limite reddituale devono essere considerati anche gli arretrati purché non esclusi del tutto da specifiche norme di legge, non nel loro importo complessivo, ma nelle quote maturate per ciascun anno di competenza.

Con tale pronuncia viene dunque meno il principio di cassa per la liquidazione degli arretrati; anche l’Inps, acquisito il parere favorevole del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, si è adeguato a tale orientamento stabilendo con messaggio n.  3098 del 25 luglio 2017 che nel computo dei redditi in tema di liquidazione delle pensioni di invalidità civile gli arretrati siano calcolati non nel loro importo complessivo, ma sulla base dei ratei maturati in ciascun anno di competenza a prescindere dall’anno di competenza.

Di conseguenza le sedi, al fine di dare applicazione alla sopraindicata disposizione, in fase di acquisizione dei redditi dovranno suddividere manualmente gli importi arretrati per anno di competenza.

Quindi, cosa occorre fare per le istanze di pensioni di invalidità respinte, nel periodo antecedente alla pubblicazione di tale messaggio, per l’applicazione del criterio di cassa e per le quali, in base al nuovo orientamento, risulti invece il diritto alla pensione?

  • In caso di istanze precedentemente presentate e respinte, ma per la quale è pendente domanda di riesame (istanza in autotutela): la domanda dev’essere accolta dall’Inps.
  • In caso di domanda di riesame respinta, ma per la quale è pendente ricorso amministrativo al Comitato provinciale prima della seduta: l’Inps deve riconoscere la prestazione in autotutela;
  • nel caso in cui il Direttore di Sede ha sospeso la delibera di esecuzione, dopo la trasmissione della sospensiva alla Direzione centrale sostegno alla non autosufficienza, invalidità civile e altre prestazioni, la medesima Direzione trasmetterà alla Sede competente formale invito di accogliere l’istanza in autotutela.

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E. Nadia Delle Side: Avvocato specializzato su invalidità, indennità di accompagnamento, cecità, sordità, indennità di frequenza scolastica, handicap, prestazioni Inps e Inail, danneggiamento da trasfusioni di sangue e vaccinazioni, amministrazione di sostegno, tutela antidiscriminatoria.

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1 Comment

  1. Lino

    Scusate per la domanda, mia moglie dopo 39 annidi contributi presso un maglificio, nel 2015 gli è stata data invalidità civile a meno di un terzo per le mansioni da lei svolte, 46% di invalidità percependo assegno invalidità CAT. .IO. Il 31/03/2016 è stata licenziata per superamento limite di comporto.
    Affinché venissero versati i contributi figurativi, il 28/04/2016 ha rinunciato all’ assegno di invalidità cat.IO per poter percepire la NASPI di cui ancora assume.
    Volevo sapere cortesemente, se da questa Pensioni di invalidità: nuove regole per la liquidazione degli arretrati, cosa dovrebbe succedere a mia moglie visto che ha percepito assegno invalidità cat.IO per un anno?
    Spero cortesemente in una Vostra risposta.
    Grazie mille
    Lino

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