Pensione non reversibile per sordomuti

Pensione non reversibile per sordomuti

Pensione non reversibile per sordomuti. Possono usufruire di tale prestazione economica i sordomuti cittadini italiani, residenti in italia, tra i 18 ed i 65 anni e che versino in stato di bisogno.

Il beneficio spetta anche ai cittadini di uno degli Stati dell’unione europea, residenti in Italia; mentre per gli apolidi e gli extracomunitari è necessario il permesso di soggiorno da almeno 5 anni.

Proprio perché la pensione non reversibile per sordomuti ha funzione integrativa del presunto mancato guadagno derivante dalla condizione di minorazione, essa non spetta ai minori ed agli ultrasessantacinquenni. Per tale motivo, ai minori sordomuti spetta però l’indennità di accompagnamento degli invalidi civili o l’indennità di frequenza, sempre che ne ricorrano le condizioni sanitarie per siffatti riconoscimenti.

Per poter usufruire della pensione don reversibile per sordomuti occorre non superare, per l’anno 2011, il limite di reddito di 15.305,79. L’importo dell’assegno, per il 2011, è pari a euro 260,27 ed è erogato per 13 mensilità.

Il reddito da considerare è quello individuale ovvero posseduto dal solo richiedente anche se coniugato.

Incompatibilità

La pensione è incompatibile con altre provvidenze concesse a seguito della stessa menomazione per causa di guerra, servizio lavoro.

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E. Nadia Delle Side: Avvocato specializzato su invalidità, indennità di accompagnamento, cecità, sordità, indennità di frequenza scolastica, handicap, prestazioni Inps e Inail, danneggiamento da trasfusioni di sangue e vaccinazioni, amministrazione di sostegno, tutela antidiscriminatoria.

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