Maggiorazioni sociali per ultra 70enni, nonché per inabili civili, ciechi assoluti e sordomuti ultra 60enni

Maggiorazioni sociali per ultra 70enni, nonché per inabili civili, ciechi assoluti e sordomuti ultra 60enni

Coloro che sono titolari di pensioni modeste e che non hanno altri redditi ma anche coloro che hanno redditi inferiori ai limiti di legge, possono avere diritto alla maggiorazione sociale, ossia ad un aumento dell’assegno pensionistico.

La legge finanziaria 2002 ha stabilito, a partire dal 1° gennaio 2002, un aumento della maggiorazione sociale tale da garantire un importo di pensione fino a € 516,46 al mese, per tredici mensilità.  Per gli anni successivi al 2002 l’importo viene aumentato in misura pari all’incremento del trattamento minimo delle prestazioni a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti.

Tale maggiorazione spetta ai titolari di:

pensione di vecchiaia, anzianità;

invalidità civile;

assegno ordinario di invalidità;

pensione ai superstiti.

L’incremento, indipendentemente dai contributi versati, è riconosciuto ai pensionati aventi un’età pari o superiore a 70 anni (ultrasettantenni). Invece, per i pensionati di età compresa fra 65 e 70 anni (infrasettantenni) l’età anagrafica è ridotta in relazione alle settimane di contribuzione versate.

L’aumento è concesso con un’età pari o superiore a 60 anni per:

Invalidi civili totali
inabili al lavoro (art. 2, L. 222/84)
i ciechi assoluti
– i sordomuti

Con il compimento del 70° anno di età, la maggiorazione sociale spetta inoltre ai titolari di:

–  assegno sociale

–  pensione sociale (o della sola maggiorazione della pensione sociale)

–  pensione dei fondi esclusivi e sostitutivi dell’assicurazione generale obbligatoria

pensione a carico dell’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti e dei lavoratori autonomi (artigiani, commercianti, coltivatori diretti, mezzadri e coloni)

–  pensione della gestione speciale per i lavoratori delle miniere, cave e torbiere.

Limite di reddito:

In tutti i casi suesposti la maggiorazione spetta sempre che i beneficiari non superino i seguenti limiti di reddito:

–          se non coniugato: non sia in possesso di un reddito annuo proprio pari o superiore alla somma dell’ammontare annuo del trattamento minimo + l’ammontare annuo dell’incremento.

–          se coniugato: (non legalmente ed effettivamente separato) non possieda un reddito proprio annuo pari o superiore a quello previsto per il pensionato solo e, cumulato con quello del coniuge, un reddito totale pari o superiore alla somma dell’ammontare annuo del limite personale + l’ammontare annuo dell’assegno sociale.

Nei casi in cui il pensionato abbia redditi, personali o cumulati con il coniuge, inferiori ai limiti massimi previsti, l’incremento viene corrisposto per differenza, fino al raggiungimento di detti limiti.

Età anagrafica:

L’età anagrafica, a seconda delle ipotesi sopra indicate, è stabilita rispettivamente in 70 oin 60 anni.

Per i pensionati di età compresa fra 65 e 70 anni (infrasettantenni) l’età anagrafica può essere ridotta in ragione di un anno di età per ogni 5 anni di contribuzione, o frazione pari o superiore a due anni e mezzo (riduzione di un anno se si è in possesso di un periodo di contribuzione non inferiore a due anni e mezzo).

Esempi:

– 69 anni età e contribuzione versata per almeno  5 anni

– 68 anni età e contribuzione versata per almeno 10 anni

– 67 anni età e contribuzione versata per almeno 15 anni

– 66 anni età e contribuzione versata per almeno 20 anni

– 65 anni età e contribuzione versata per almeno 25 anni

Per la riduzione del requisito dell’età va bene tutta la contribuzione (obbligatoria, figurativa, volontaria e da riscatto) versata nell’assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, nelle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, oppure in una forma esclusiva o sostitutiva dell’assicurazione generale obbligatoria, a patto che non ne sia derivato un trattamento pensionistico.

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About The Author

E. Nadia Delle Side: Avvocato specializzato su invalidità, indennità di accompagnamento, cecità, sordità, indennità di frequenza scolastica, handicap, prestazioni Inps e Inail, danneggiamento da trasfusioni di sangue e vaccinazioni, amministrazione di sostegno, tutela antidiscriminatoria.

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6 Comments

  1. mauro

    Ho letto il vostro post mia madre ha 80 anni percepisce ora una pensione dall’imps di 500 euro una parte da contributi versati per lavoro auronomo (ha fatto la parucchiere ) una parte da invalidità può avere diritti ad altro trattamento?

    Reply
  2. Nico

    Sono titolare di pensione inabilità contributiva euro 650 + pensione sociale invalidita a 100%. con E 365,63
    A gennaio 2016 compisco 70 anni, desidero sapere se mi tocca la maggiorazione,
    Ringrazio con anticipo Nico

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  3. ferrari roberto angelo riccardo

    ho 17 anni di versamenti come autonomo e dipendente. tra incremento con la maggiorazione sociale percepisco oggi che ho 69 anni compiuti 502 euro. la maggiorazione che si incassa al raggiungimento dei 70 anni non potevo prenderla a 67 visto che ho 17 anni di versamenti . e siccome ogni 5 anni di versamenti si anticipa di un anno la maggiorazione dei 70 anni e cioe 136 euro mensili. ringrazio di cuore se potete rispondere. ossequi. ferrari roberto

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  4. salvatore.crispo55@gmail.com

    Gentt Avvocato,
    vorrei chiedere se nella mia situazione posso aver diritto alla maggiorazione sociale.
    Ho 66anni e sono invaldo totale, fino a 65 anni e 3 mesi percepivo la pensione di invalidita pari a 365 euro piu’ l’indennita’ di accompagnamentoSuperata la soglia di eta’ attualmente l’importo e’ stato ewuiparato a quello dello asseggno sociale cioe’ di 448 euro , dal vostro articolo mi sembra di capire ,che avendo lo status di invalido civile al 100% avrei diritto alla maggiorazione a prescinderre degli anni di contribuzione(14 anni). Ricordo che non ho redditi se non le prestazioni inps. Vi sarei molto grato se voleste dare una risposta a questa mia domanda.Ho chiesto a vari patronati e le risposte non sono univoche.
    Grazie

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  5. Diego

    Gentilissino Avvocato,
    vorre porle una semplice domanda. Mia madre ha compito lo scorso settembre 70 anni. Possiede dai 65 anni l’assegno sociale di 448 euro. A ottobre 2015 ho chiesto la maggiorazione spettante perchè legalmente sepatare e con figlio disabile al 78% a carico. A oggi ancora non ho avuto nessuna notizia in merito alla modifica dell’importo e le ultime somme erogate sono identiche alle precedenti.
    Come posso procedere? Devo solo attendere?
    Grazie

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