Rifiuto della richiesta di trasferimento se la persona con handicap ha altri familiari in loco

Rifiuto della richiesta di trasferimento se la persona con handicap ha altri familiari in loco

Con la recentissima sentenza del 06/08/2014, n. 04200/2014, il Consiglio di Stato (Sezione IV) ha stabilito che la richiesta di trasferimento può essere rifiutata se la persona portatrice di handicap ha altri familiari in loco.

Nello specifico, il Consiglio di Stato ha evidenziatole le seguenti ragioni.

Con la legge nr. 183 del 2010, è stata eliminata dall’art. 33 della legge nr. 104 del 1992 la previsione dei requisiti della continuità ed esclusività dell’assistenza. Quindi, tali requisiti non possono più essere pretesi dall’Amministrazione come presupposto per la concessione dei benefici di cui al citato art. 33, con la conseguenza che gli unici parametri entro i quali l’Amministrazione deve valutare se concedere o meno i benefici in questione (nella fattispecie concreta il trasferimento presso altra sede lavorativa) sono le proprie esigenze organizzative ed operative e l‘effettiva necessità del beneficio, al fine di impedire un suo uso strumentale.

Ciò significa che la richiesta di trasferimento non rappresenta un diritto incondizionato del richiedente; infatti la pubblica amministrazione può legittimamente rifiutare l’istanza di trasferimento di un proprio dipendente, presentata ai sensi dell’art. 33, quando le condizioni personali e familiari dello stesso recedono di fronte all’interesse pubblico alla tutela del buon funzionamento degli uffici e del prestigio dell’Amministrazione.

Ne deriva che il diritto al trasferimento è rimesso ad una valutazione relativamente discrezionale dell’Amministrazione e richiede due condizioni:

1. che nella sede di destinazione vi sia un posto vacante e disponibile;

2. che vi sia l’assenso delle Amministrazioni di provenienza e di destinazione.

Ne deriva che, anche se il requisito della vacanza e della disponibilità sia soddisfatto, il beneficio può essere negato in considerazione delle esigenze di servizio della struttura di provenienza o di destinazione.

Quando poi risulta che la persona portatrice di handicap ha altri familiari in loco e che il richiedente non ha in precedenza prestato attività di assistenza nei suoi confronti, la p.a. può legittimamente respingere la richiesta di trasferimento.

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E. Nadia Delle Side: Avvocato specializzato su invalidità, indennità di accompagnamento, cecità, sordità, indennità di frequenza scolastica, handicap, prestazioni Inps e Inail, danneggiamento da trasfusioni di sangue e vaccinazioni, amministrazione di sostegno, tutela antidiscriminatoria.

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3 Comments

  1. salvatore nappi

    gentile signora, vorrei porle un quesito.
    sono dipendente ospedaliero(lab. analisi) ed ho un’invalidità del 50%. il mio responsabile mi ha trasferito in altra sede distante oltre 60 km nell’ambito di una riorganizzazione dei laboratori su base regionale. la mia invalidità mi permette di rifiutare iltrasferimento?
    in caso contrario, visto che ho fatto istanza per invalidità civile e legge 104, quale percentuale di invalidità mi permetterebbe di opporre rifiuto al trasferimento?
    la ringrazio
    salvatore nappi

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    1. Avv. Nadia Delle Side

      Per avere diritto a non essere trasferiti è necessario essere in possesso del certificato di handicap con connotazione di gravità (articolo 3, comma 3 della Legge 104/1992). Non basta il certificato di invalidità civile. Saluti

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  2. alberto mazza

    sono un informatore scientifico beneficiario di legge 104 per affine di primo grado, lè’azienda ultimamente mi ha cambiato zona in maniera tale che io difficilmente riesco a rientrare a casa e sono costretto a diversi pernottamenti.E’ un mio diritto rifiutare il trasferimento?

    grazie per la risposta
    alberto mazza

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