Pensione di reversibilità e figli inabili.

Pensione di reversibilità e figli inabili.

La pensione ai superstiti viene elargita dopo il decesso del pensionato o dell’assicurato (che ancora lavori) e può essere di due tipi:

– di reversibilità, quando il deceduto percepiva già la pensione di vecchiaia o di anzianità;

indiretta, quando il deceduto lavorava ancora e aveva versato un minimo di contributi.

La pensione ai superstiti viene riconosciuta:

– al coniuge anche separato (se il tribunale ha decretato il diritto agli alimenti) e in taluni casi particolari anche divorziato;
– ai figli che alla data del decesso siano minori, studenti (fino ai 26 anni) che non svolgano attività lavorativa; ai figli inabili indipendentemente dall’età;
– in alcuni casi particolari ai genitori (ultra 65enni, se non ci sono figli, nipoti, o coniuge e se sono a carico al momento del decesso); ai nipoti (se minorenni e se i genitori non sono in grado di assisterli al momento del decesso); ai fratelli e alle sorelle (se a carico e se non ci sono figli, coniugi, genitori o nipoti).

Importo della pensione

Le quote spettanti ai familiari sono calcolate sulla pensione che sarebbe spettata al lavoratore al momento del decesso ( comprensiva , se la pensione che ne deriva è troppo bassa , dell’eventuale integrazione al trattamento minimo).

La pensione spetta in percentuali diverse a seconda del grado di parentela degli aventi diritto.

– al coniuge: 60% della pensione
– al coniuge con un figlio: 80% della pensione
– al coniuge con due figli: 100% della pensione

Se manca il coniuge del deceduto, i familiari a carico al momento del decesso hanno diritto ad quote diversificate:

– figlio: 70%
– due figli: 80%
– tre figli: 100%
– un genitore: 15%
– due genitori: 30%

Se vi sono più soggetti aventi diritto alla pensione, la somma delle diverse quote non può in ogni caso valicare il 100% della pensione cui aveva diritto l’assicurato al momento del decesso.

Al superstite che ha diritto alla pensione, se possiede anche altri redditi, la pensione ai superstiti viene ridotta percentualmente a seconda del reddito.

Ad esempio, se il reddito annuo è superiore a tre volte il trattamento minimo (per il 2009, 17.869,80 euro), l’ammontare della pensione viene ridotta del 25%. Se è superiore a 4 volte il trattamento minimo viene diminuita del 40% e, se è superiore di 5 volte, del 50%.

Concetto di “a carico”

Per le pensioni ai superstiti il concetto di “a carico” non è lo stesso di quello previsto in ambito fiscale ai fini IRPEF; in quest’ultimo caso “a carico” significa che i familiari non devono avere un reddito proprio superiore 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili.

Invece, ai fini del diritto alla pensione ai superstiti, i figli di età superiore ai 18 anni e inabili al lavoro vengono considerano a carico dell’assicurato o del pensionato se questi, prima del decesso, provvedeva al loro sostentamento in maniera continuativa (rif: articolo 13 del Regio decreto legge 14 aprile 1939, n. 636 come modificato dalla Legge 903 del 21 luglio 1965 art. 22 comma 7). Qui il termine “sostentamento” racchiude sia la non autosufficienza economica dell’interessato e sia il mantenimento da parte del lavoratore o pensionato deceduto.

Vengono considerati non autosufficienti economicamente:

– i figli maggiorenni (con le precisazioni esposte prima) aventi un reddito che non supera l’importo del trattamento minimo maggiorato del 30% (cioè 595,66 euro mensili per il 2009);
– i figli maggiorenni inabili che hanno un reddito non superiore a quanto fissato annualmente per il diritto alla pensione di invalido civile totale (cioè 16.449,85 per l’anno 2014);
– i figli maggiorenni inabili, titolari dell’indennità di accompagnamento, che hanno un reddito non superiore a quello fissato annualmente per la concessione della pensione di invalido civile totale aumentato dell’importo dell’indennità di accompagnamento (il limite di prima va aumentato dell’importo dell’indennità di accompagnamento, ossia € 6.048,84 per l’anno 2014).

Il “mantenimento abituale” è dedotto dai comportamenti tenuti dal lavoratore o dal pensionato deceduto nei confronti del familiare superstite. Nel caso di figlio inabile le verifiche sono diverse a seconda che questi sia convivente o non convivente.

Se i figlio è convivente basta lo stato di autosufficienza economica, dando per scontato che il sostentamento fosse assicurato dal lavoratore o pensionato deceduto. Se invece il figlio non è convivente occorre dimostrare anche il mantenimento abituale ed in tal caso viene fatto un esame comparativo dei redditi (del deceduto e del superstite) per accertare se il primo concorreva effettivamente in modo rilevante e continuativa al mantenimento del figlio non convivente.

Inabilità e lavoro

Per avere diritto alla pensione ai superstiti, si considerano inabili le persone che si trovino nell’assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa. (art. 8, comma 1, Legge 222/1984).
Rispetto alla documentazione sanitaria da esibire, generalmente gli Enti previdenziali fanno riferimento al certificato di invalidità al 100% con o senza indennità di accompagnamento.
Fino all’approvazione della Legge 31/2008, la pensione ai superstiti era non veniva concessa nel caso in cui l’inabile svolgesse una qualsiasi attività lavorativa, anche part-time, al momento della scomparsa del genitore.
Invece, la Legge 31/2008 all’articolo 46, ha introdotto un’eccezione, prevedendo che l’attività lavorativa svolta con finalità terapeutica dai figli riconosciuti inabili, con orario non superiore alle 25 ore settimanali, presso le cooperative sociali, o presso datori di lavoro che assumono persone disabili con convenzioni di integrazione lavorativa (articolo 11, legge 12 marzo 1999, n. 68) non vieta l’erogazione della pensione di reversibilità.
La finalità terapeutica dell’attività lavorativa viene accertata dall’ente erogatore della pensione ai superstiti (INPS, INPDAP ecc.).

Recentemente l’Inps è intervenuta con la Circolare n. 15 del 6 febbraio 2009, che chiarisce le indicazioni del Legislatore. La circolare spiega che la prima verifica riguarda il datore di lavoro che deve:

– rientrare nella categoria dei laboratori protetti o delle cooperative sociali di cui alla legge n. 381 del 1991;

– oppure, deve aver assunto l’inabile tramite una convenzione di integrazione lavorativa di cui all’articolo 11 della legge n. 68 del 1999;

– oppure, deve aver assunto l’inabile con contratto di formazione di lavoro, di apprendistato, ovvero con le agevolazioni previste per le assunzioni di disoccupati di lunga durata.

L’orario settimanale del lavoratore, come previsto espressamente dalla Legge 31/2008, non deve superare le 25 ore settimanali.

La seconda verifica riguarda l’accertamento della natura terapeutica dell’attività lavorativa. L’INPS conferma che l’attività lavorativa svolta dal soggetto inabile deve avere una funzione terapeutica e di inclusione sociale accertata dall’INPS attraverso i suoi Centri medico Legali che dovranno considerare che “per alcune persone affette da gravi disabilità, il concetto di lavoro assume una diversa connotazione rispetto a quello di prestazione d’opera retribuita atta a garantire un’esistenza libera e dignitosa ai sensi dell’art. 38 della Costituzione. Per tali persone il lavoro ha una valenza terapeutica, favorendo lo sviluppo di alcune autonomie della persona come le autonomie personali, quelle autonomie motorie, lo sviluppo della comunicazione e lo sviluppo delle competenze socio-adattative.

Fonte: HandyLex.org

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E. Nadia Delle Side: Avvocato specializzato su invalidità, indennità di accompagnamento, cecità, sordità, indennità di frequenza scolastica, handicap, prestazioni Inps e Inail, danneggiamento da trasfusioni di sangue e vaccinazioni, amministrazione di sostegno, tutela antidiscriminatoria.

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22 Comments

  1. pamela

    L’articolo 42, comma 5 ter, del D.lgs n. 151/2001 prevede che durante il congedo, il richiedente ha diritto a percepire un’indennità corrispondente all’ultima retribuzione, con riferimento alle voci fisse e continuative del trattamento; purtroppo alcune voci risalenti ad accordi del 1988/1996/1998 ognuno dei quali prevedeva un importo sono stati accorpati sotto una voce ”ex elementi di armonizzazione.” Ma quando sono in congedo per un mese intero non mi vengono retribuiti, perche? grazie

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  2. vincenzo rizzo

    mia moglie e’ invalida 100%con accompagn. .in separazione dei beni.il padre non convivente e’ deceduto Essendo vedovo e mia moglie figlia unica,spetta a mia moglie la pensione di reversibilita’ o no perché sposata?il decesso e’ avvenuto prima del riconoscimento dell’invalidita’. IL PADRE AIUTAVA PAGANDO VARIE SPESE (CONDOMINIO ED ALTRO)

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  3. Torriglia Liliana

    Gentile Avvocato, ho un fratello di oltre cinquantanni, ha lasciato il lavoro alletà di trentanni perchè affetto da una grave patologia depressiva paranoide, ha avuto diversi ricoveri anche coatti, e mia mamma gli ha fatto avere la pensione che avrebbe percepito, con i contributo già versati, se non si fosse ammalato. Ovviamente portando tutte le certificazioni richieste. Sono circa 600 euro e si è sempre sostentato con quella, con gli aiuti di mia mamma e miei. Ovviamente non ha mai più lavorato, non può.
    Ora mia mamma, titolare di pensione è deceduta, vorrei che la pensione di mia mamma fosse riversata su quella che già percepisce di mio fratello. E’ necessario che mio fratello si presenti alla visita? Mio fratello avendo una patologia psichiatrica non si presenterà mai alla visita, perchè non la riconosce e pensa che tutti ce l’abbiano con lui. Come posso fare per fargli ottenere una pensione che possa almeno alleviargli la parte economica? Anche perchè io ho una famiglia e non posso far fronte alle spese numerose anche per lui.

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  4. Antonello

    Due fratelli disabili percepiscono una quota della pensione di reversibilita del padre, alla morte di uno dei fratelli la quota del fratello superstite viene integrata anche della quota del fratello deceduto o continua a prendere solo la sua quota originaria? Grazie per eventuale risposta.
    Antonello.

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  5. giuseppe

    salve vorrei sapere mia mamma ha vissuto con mia nonna dopo la separazione con mio padre poi dopo e diventata invalida .e quando è morta la nonna adesso è con la badante ma non c’è la faccio a pagare.mia nonna prendeva la revisibilita di mio nonno .

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  6. marisa

    desidero sapere in quali casi e con quale redditi è possibile avere su pensione gli assegni familiari per i figli invalidi…io per esempio ho tre ragazzi invalidi contitoari di pensione di reversibilità del padre e con pensione di invalidità ed assegno di accompagnamento .grazie marisa

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  7. massimo

    Ho 71 anni una pensione di 30.000 euro lordi annui, mia moglie ha 69 anni ed una pensione di 16.000 annui lordi.Inoltre abbiamo affitti in comune per 40.000 euro lordi annui. Abbiamo due figli di 45 e 39 anni. Il maggiore percepisce una pensione di invalidita’ al 100 per cento di 289 euro mensili e non ha altri redditi e non ha mai potuto lavorare essendo affetto da una gravissima malattia mentale..Ho gravi problemi al cuore quando verro’ a mancare mio figlio avra’ diritto alla pensione di reversibilita’ anche in presenza di altri redditi? e in quale misura??

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  8. beppe

    Ciao sono invalido al 100% con la 104/92 sono sposato non in comunione dei beni con figlia a carico di mio padre sono disoccupato e a carico da diversi anni di mio padre, mi spetta la reversibilità. Grazie della tua disponibilità

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  9. Gigi

    Luigi: Un quesito semplice per chi è esperto e vuol rispondermi:
    Padre deceduto che lascia moglie e figlio con inabilità 100%- Pensione di reversibilità all’80% quindi. Il figlio inabile è a carico fiscale della moglie superstite.
    La domanda è la seguente: L’importo versato da Inps spetta tutto alla madre per l 80% oppure il 20% la madre è obbligata a versarlo al figlio inabile? Grazie

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  10. Nino

    Salve mio padre e deceduto ed io vivevo con lui.sono disoccupato e invalido al 50%.mia madre coniuge del defunto erano separati e lei rinuncia alla reversibilità di mio padre.io da figlio posso richiedere la reversibilità? Grazie attendo risposte

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  11. Graziella

    Un mio amico di 40 anni da circa 8 anni in seguito a incidente sul lavoro percepisce una pensione inail di circa 600,00€ al mese. Vive con la mamma titolare di pensione inps e di reversibilità del marito. Alla morte della madre potrà ottenere la reversibilità della madre percependo una rendita inail?

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  12. Ettore

    Salve,
    mio nonno è deceduto con moglie e figlio invalido inabile al lavoro a carico, attualmente mia nonna percepisce l’80% della reversibilità e mio zio il 20%:
    Alla morte di mia nonna mio zio percepirà sempre il 20% o andrà a prendere l’80%?
    Grazie.

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  13. Olivieri Giuseppina

    Buongiorno dottoressa,
    mia sorella ha 44 anni ed ha un’invalidita’ dell’80% in quanto ha un ritardo mentale fin dalla nascita. Percepisce la pensione d’invalidita’ di 280€ ed e’ sempre stata a carico di mio padre. Purtroppo da poco nostro padre e’ venuto a mancare e le pongo la domanda se le spetta la reversibilita’ della sua pensione (550 €).
    La ringrazio anticipatamente.

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  14. Loredana

    Volevo fare una domanda mio marito percepisce una pensione di reversibilità di euro 200.00 perché alla morte del padre era invalido al 100% ed era a suo carico. Successivamente la percentuale di invalidità é stata abbassata al 76% che voi sappiate gli spetta ancora questa pensione di reversibilità? Era inpdap

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  15. Fabio Bonati

    mio figlio e’ disabile 100% e percepiva la pensione della nonna di reversibilità, gli è stata tolta al compimento dei 18 anni, vorrei sapere se è stato corretto, nonostante io e mia ex moglie siamo ancora disoccupati,. grazie

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  16. stefy

    sono un invalida 100%100 e mio padre e morto recentemente aveva 38 anni di contributi statali al’ età 75 anni e morto e già percepisco quella di mia madre dal’età di 10 anni e soffro di epilessia il motivo del’invalidità.Posso percepire la seconda?

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  17. Emanuele

    Buongiorno dott.ssa,
    volevo chiederLe se chi è titolare di pensione di reversibilità, può chiedere anche l’assegno d’inabilità per se stessa?
    La ringrazio anticipatamente per la cortesia.

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  18. Luca borghi

    Mio papa e deceduto sono figlio unico e vivevamo da più di 10 anni io e mio papa in una casa acer mia mamma separata legalmente con casa di proprietà io non ho un lavoro e nn ho reddito La casa acer e la pensione di mio papa che fine fanno?

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  19. Anna

    Salve, ho un fratello di 56 anni con una invalidità civile del 75% e percepisce €289,00 mensili, può richiedere la pensione di reversibilità di mia mamma che è deceduta a febbraio di quest’anno? Grazie!

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  20. martini monica

    Buongiorno mi chiamo Martini Monica, mi e’ stata riconosciuta un’ invalidità del 65!% ma chiedo l’aggravamento perché la mia invalidità limita ile semplici attività quotidiane. Attualmente sono inoccupata e i miei genitori sono anziani. Se dovessero un giorno, spero il piu’ tardi possibili, non esserci piu’ , io ho diritto ad avere una pensione di reversibilità di mio padre ex finanziere?
    Grazie.

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