Invalidità civile: è nullo l’accertamento se talune patologie denunziate non vengono valutate

Invalidità civile: è nullo l’accertamento se talune patologie denunziate non vengono valutate

Accertamento dell’invalidità civile. Con la sentenza n.6850 depositata il in Cancelleria il 24 marzo 2014, la Corte di Cassazione, sezione lavoro,  ha chiarito come, con riguardo al presupposto medico-legale ai fini del riconoscimento delle prestazioni assistenziali agli invalidi civili, la tabella indicativa delle percentuali di invalidità (Decreto Ministero della Sanità del 5 febbraio 1992, in attuazione del D.Lgs. 23 novembre 1988, n. 509, art. 2) sia vincolante.

Ciò significa che nel caso in cui la valutazione del giudice prescinda del tutto dall’esame di tale tabella, sia configurabile un vizio di legittimità denunciabile con ricorso per cassazione.

Quindi, ha statuito che se nel giudizio volto ad accertare l’invalidità civile una parte delle patologie denunziate non vengono valutate, allora l’accertamento dev’essere considerato nullo.

Nel caso di specie il CTU, nel determinare la percentuale d’invalidità civile della ricorrente, non aveva applicato dette tabelle, omettendo nello specifico di indicare per ogni patologia l’incidenza invalidante, la data di insorgenza della minorazione, il codice ad essa attribuito dalle tabelle, i criteri per pervenire alla valutazione finale nel caso di infermità plurime, ed altresì non aveva applicato il calcolo riduzionistico prevista dalla stessa tabella.

invalidita civileInfatti, la ricorrente lamentava in giudizio come CTU non avesse preso in considerazione i rilievi critici mossi all’elaborato peritale, con i quali era stato evidenziato che talune patologie, quali l’obesità, la spondiloartrosi, la broncopatia, pur risultanti dalla documentazione in atti, non erano state valutate.

Tutte queste omissioni hanno portato ad un giudizio medico-legale approssimativo e superficiale, giudizio poi posto a base della decisione impugnata dalla ricorrente con il predetto ricorso in Cassazione.

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E. Nadia Delle Side: Avvocato specializzato su invalidità, indennità di accompagnamento, cecità, sordità, indennità di frequenza scolastica, handicap, prestazioni Inps e Inail, danneggiamento da trasfusioni di sangue e vaccinazioni, amministrazione di sostegno, tutela antidiscriminatoria.

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1 Comment

  1. CARLUCCI LUCIA

    Gentile Avv.to, sono una donna di 55 anni disperata per la situazione di mio marito.
    Già dal 1998 dichiarato invalido 100% in prima istanza ASL e con verifica immediata del Tesoro, con accompagnamento e due anni di revisione. Dopo due anni e patologie aggravate, lo confermano ancora per 5 anni, sempre con accompagnamento, trascorsi anche questi e aggravate e subentrate ulteriori patologia, anche in questa revisione lo rimandano ad un’altra di 5 anni. Dopo questa che le danno anche la 104/92 e finalmente definitivo ma 104 rivedibile. trascorsi ancora stranamente 2 anni da questo ultimo episodio, L’ INPS lo manda a chiamare ancora una volta per la conferma della non più rivedibilità. Stanca e distrutti perché per ogni revisione hanno sospesa la pensione, portavo all’inps 30 anni di certificati, ma che avevamo chiesto l’invalidità solo nel 1998. a questo punto andiamo per non essere più richiamati, e anche L’INPS conferma il tutto ma stranamente e assurdo, annulla il definitivo asl dopo 4 volte, e non da l’esonero a future visite come per nuova legge.
    Mio marito e affetto da: DISTURBO PSICOTICO DELIRANTE CRONICIZZATO, CON MARCATO DISTURBO DELL’UMORE VERSO IL POLO DEPRESSIVO, DI TIPO REATTIVO ED ALTE QUOTE D’ANSIA, IN PAZIENTE CHE LAMENTA IDEAZIONI E TEMATICHE FOBICO OSSESSIVE E RIFERISCE PREGRESSE IDEAZIONI DI AUTONOCUMENTO E DISPERCEZIONI UDITIVE CON DISTURBI DEL COMPORTAMENTO E CHIUSURA RAPPORTI SOCIALI E DIFFICOLTA’ NELLA GESTIONE DELLA PROPRIA AUTONOMIA.
    DIABETE MELLITO TIPO 2 CON SCOMPENSI GRAVI – CARDIOPATIA IPERTENSIVA – SPONDILOXTRARTROSI DEGENERATIVA DIFFUSA – (PER CUI NON DEAMBULA DA TRE ANNI) ATASSIA DELLA MARCIA – INSUFFICIENZA RENALE SX – SOFFERENZA ENCEFALICA DIFFUSA. E ancora stanno giocando che tra meno di un anno lo vogliono rivedere, e non hanno concesso con tutto questo l’esonero. MA IN TUTTO QUESTO A NOI FA PAURA LA SOSPENSIONE PENSIONE. MA E LEGALE SOSPENDERE LA PENSIONE. EGR AVV. SONO DISPERATA MIO MARITO A 59 ANNI, PER RISERVATEZZA PERCHE ABBIAMO VERGOGNA SIAMO PERSONE PERBENE, NON HO FATTO SUO COGNOME, SI CHIAMA LUIGI. LA PREGO CI AIUTI NON RIUSCIAMO A SOPRAVVIVERE PIU. GRAZIE CARLUCCI LUCIA

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