Indebito Inps: opporsi alle richieste di restituzione – intervista avv. Carmine Buonomo

Indebito Inps: opporsi alle richieste di restituzione. Sono frequenti negli ultimi tempi le richieste che l’Inps sta facendo ai pensionati, relative a indebiti assistenziali e previdenziali.

Indebito Inps: cosa deve fare il cittadino quando riceve una richiesta di rimborso somme da parte dell’Inps?

Occorre innanzi tutto rivolgersi ad un avvocato previdenzialista di modo che possa valutare la possibilità o meno di contestare una richiesta di indebito. A questo punto vanno considerati alcuni punti importanti da tenere in considerazione.

Indebito Inps Carmine BuonomoInnanzi tutto occorre chiarire che le richieste di indebito sono soggette a prescrizione decennale, ossia l’Inps ha 10 anni di tempo per poter richiedere al cittadino la restituzione di somme indebitamente percepite. Fa eccezione al regime di prescrizione decennale solo la richiesta contributiva per cui l’Inps ha cinque anni di tempo per poter richiedere il pagamento di contributi non versati.

Altro punto da valutare sono le richieste di restituzione per indebiti reddituali. La normativa attuale prevede che l’Inps paghi le prestazioni per l’anno in corso e l’anno seguente provveda a richiedere i dati reddituali e sulla base di tali dati comunicati, l’Inps procede ad un conguaglio. Sovente però capita che l’Inps, dopo tale comunicazione, provvede a chiedere somme indietro. Dunque, per evitare che tali richieste di restituzione pervengano dopo un numero di anni spropositati l’art. 13 della legge 412 del 1991 ha previsto che l’Inps, salvo il dolo del percipiente, ha un anno di tempo dalla comunicazione dei dati reddituali per poter richiedere indietro le somme indebitamente percepite.

Infine, un altro punto importante da tenere in considerazione in presenza di una richiesta di indebito Inps, riguarda l’onere della prova nei giudizi di opposizione agli indebiti. Infatti, fino al 2008 la giurisprudenza era concorde nel ritenere che nei giudizi di opposizione dovesse essere l’Inps a provare i fatti costitutivi della propria pretesa. Nel 2010 la Cassazione a sezioni Unite ha invece stabilito che non dev’essere più l’Inps a provare i fatti costitutivi ma il cittadino. Tuttavia, vi è un importante pronuncia della Cassazione, la n. 198 del 2011, in cui ha ritenuto che sebbene sia il cittadino a dover provare la legittimità delle somme che ha percepito, l’Inps deve porlo in condizione di potersi difendere. Ne deriva che sono illegittime tutte quelle richieste avanzate dall’Istituto che mancano di dati contabili o in ogni caso di qualsiasi riferimento per poter valutare la bontà della richiesta.

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5 Comments

  1. Petruzzi Palma Maria

    Pensione e accompagnanetto. Mio padre è deceduto in darà 24 marzo 2006 e gli hanno pagato il mese di pensione relativo ad aprile 2006. Oggi 18 gennaio 2017 è pervenuta dall’inps una richiesta di restituzione del mese di aprile 2006. Ho capito bene che il debito si è prescrotto perché passati già 10 anni. Grazie per l’attenzione.

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  2. francesco filograno

    Vorrei sapere per avere i soldi indietro dall’inps dopo aver avuto lo sgravio come dovrei fare?

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  3. Glo1980

    Salve, sono a chiedere un parere su una vicenda creatasi con l’INPS. A partire dal 10/06/2009 e fino al 30/11/2010 sono stata titolare di un Assegno di Ricerca presso l’Università Politecnica delle Marche. Il 22/03/2011, dopo essermi informata con i vari patronati e direttamente con gli uffici dell’INPS, ho inoltrato richiesta di disoccupazione (indennità una tantum) in quanto rassicurata dai funzionari a cui mi sono rivolta riguardo la spettanza del sostegno. La domanda è stata infatti accettata e il 15/04/2011 è stato versato l’importo di 3100 € a titolo di INDENNITA’ DI FINE LAVORO. Tutto bene fino al 08/04/2017, quando con lettera raccomandata mi comunica che l’indennità erogata è indebita quindi mi chiede di restituirla entro il 08/05/2017. Le parole che hanno usato sono queste: “Gentile Signora la informiamo che, nel periodo che va dal 01/01/2010 al 30/11/2010, sono stati pagati 3100 € in più sulla Sua prestaz. di INDENNITA’ai CO.CO.PRO. cat. CO.CO.PRO. n. xxxxxxx per i seguenti motivi: Il Ministero Vigilante con parere n. 7258 del 12/12/2016, ha confermato la non spettanza dell’indennità di cui all’art.2 commi 51-56 L.n.92/2012 ai collaboratori della Pubblica Amministrazione” (Si sono ben guardati dall’allegare questo parere!). Come mi devo comportare? Ci sono gli estremi per impugnare la richiesta? Possono dopo 6 anni chiedere la restituzione di somme che, anche se fossero state non spettanti, sono state erogate per errore dell’INPS e senza dolo da parte mia? La richiesta non è troppo generica? Possono riferirsi ad una legge del 2012 quando la mia domanda è stata inoltrata nel 2011??
    Il patronato a cui mi sono rivolta mi ha liquidato dicendomi: “Mi dispiace ma deve pagare!!!”. Vi prego aiutatemi, abbiamo un solo stipendio in famiglia e con due figli facciamo già molta fatica. Grazie mille. Glo1980

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  4. Bianca

    Buongiorno,

    ho una richiesta da fare, relativa ad una domanda di rimborso da parte dell’INPS, che ancora oggi non so se sia stata legittima o meno. Nel 2002 in seguito ad un importante intervento chirurgico mi fu riconosciuta un’invalidità pari al 75%, ed un seguente riconoscimento economico di circa 250 € mensili. In quel tempo ero anche disoccupata, ed ho percepito l’assegno regolarmente, fino al 2004 , quando trovai un’occupazione part-time, a quel punto l’INPS mi scrisse subito pretendendo un rimborso con interessi di tutto ll’importo da me percepito dal 2002 fino a quella data, debito che io ho pagato senza battere ciglio rateizzando l’importo, ma ancora oggi mi domando se era lecito pretenderlo. A distanza di più di 10 anni potrei fare un ricorso , nel caso in cui la richiesta da parte dell’INPS non fosse stata lecita? Ringrazio molto per la cortese risposta.

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  5. Cleopatra

    Buongiorno, ho ricevuto una richiesta di restituzione da parte dell’Inps, dell’esonero contributivo triennale di cui ho usufruito nella mia azienda per l’assunzione di nuovo personale, ai sensi della l. 190/2014, vorrei fare ricorso a tale richiesta, in quanto totalmente ingiusta e, dunque, vorrei chiederLe entro quanto tempo posso presentare ricorso al giudice del Lavoro, una volta trascorsi 120 giorni dall’inoltro del ricorso amministrativo senza aver ricevuto risposta alcuna da parte del Comitato Provinciale. Grazie.

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