Reddito e pensione di cittadinanza

Reddito e pensione di cittadinanza

Approvato dal Consigli dei ministri il decreto legge sul reddito di cittadinanza e pensioni, con particolare attenzione alla quota 100 che parte in via sperimentale per il triennio 2019-2021.

Il mese prossimo sarà pronto un sito internet che informerà i cittadini sulla documentazione necessaria, mentre a marzo potranno essere inoltrate le relative domande.

Il testo definitivo contiene alcune novità rispetto alle bozze precedenti come ad esempio il divieto di cumulo che non scatterà in caso di lavoro occasionale entro i 5.000 euro lordi, la finestra per l’uscita degli statali dal 1° agosto (e non dal 1° luglio come previsto in precedenza), non vi sarà alcun  adeguamento alla speranza di vita, vi sarà la possibilità di riscattare in maniera agevolata gli anni della laurea, verranno bloccati altresì gli aumenti dell’età pensionabile e prorogata l’opzione donna e l’Ape sociale.

Reddito di cittadinanza

Requisiti

I destinatari del reddito di cittadinanza sono:

  • Cittadini italiani o europei ed extracomunitari in regola e con permesso di lungo soggiorno;
  • residenza in Italia da almeno 10 anni al momento della presentazione della domanda, di cui gli ultimi due anni in modo continuativo.

Il sussidio spetterà al nucleo familiare o al single, a seconda di alcuni requisiti economici.

I requisiti economici ai fini del diritto al Reddito di cittadinanza sono:

  • avere un Isee massimo di 9.360 euro;
  • avere un reddito “familiare” inferiore alla ai 6.000 euro annui per chi è solo(alzato a 9.360 euro per le famiglie in affitto), mentre per la Pensione di cittadinanza occorre avere un reddito non superiore a 7.560 annui. Il limite sale a 20.000 euro se c’è una persona disabile.
  • Avere un patrimonio immobiliare, diverso dalla prima casa, non superiore a 30.000 euro l’anno;
  • Avere un patrimonio mobiliare, ossia conti in banca, libretti di deposito o titoli, non superiori a 6.000 euro accresciuto di 2.000 euro per ogni componente della famiglia (fino a un massimo di 10.000), aumentato di ulteriori 1.000 euro per ogni figlio successivo al secondo. A questi massimali si aggiungono poi 5.000 euro per ogni componente della famiglia con disabilità.

A quanto ammonta il beneficio

Il reddito di cittadinanza può arrivare fino ad un massimo di 780 euro mensili. Di questi, il reddito massimo è di 500 euro a nucleo familiare (€ 6.000 all’anno), più eventuali 280 euro per coloro che sono in affitto o 150 per le famigli con un mutuo.

Il beneficio consiste in un’integrazione al reddito, di conseguenza se il beneficiario ha già un reddito mensile, avrà un assegno pari alla differenza. Per le famiglie l’importo può aumentare in base al numero dei componenti.

L’offerta di lavoro

I beneficiari del reddito di cittadinanza aventi maggiore età dovranno sottoscrivere un patto per il lavoro o un patto per la formazione (c.d. “norme anti divano”) seguendo a un percorso personalizzato di inserimento lavorativo e inclusione sociale che prevede attività al servizio della comunità, completamento degli studi e reinserimento professionale.

Si riceveranno tre offerte di lavoro durante la fruizione del beneficio: la prima offerta (nei primi 6 mesi) di lavoro potrà arrivare entro 100 km dalla residenza, la seconda offerta (tra il sesto ed il 12esimo mese), se viene rifiutata la prima, potrà arrivare entro 250 km, la terza offerta (dopo i 18 mesi) potrà arrivare da tutta italia. Per le famiglie con persone disabili le offerte di lavoro non potranno mai superare i 250 km.

Patto per il lavoro o formazione

Per evitare che i beneficiari  approfittino del sussidio senza impegnarsi effettivamente alla ricerca di un lavoro, è previsto l’obbligo di sottoscrivere un impegno alla formazione o alla ricerca di un lavoro.

Non devono sottoscrivere il Patto per il Lavoro e il Patto di Inclusione:
– persone con disabilità tale da non consentire un accesso al mondo del lavoro;
– persone che assistono figli con meno di 3 anni o i caregiver familiari di persone non autosufficienti o con grave disabilità, come definiti a fini ISEE.

Come si richiede il reddito

Come anticipato, dal mese di marzo sarà pronto un sito web attraverso cui richiedere il reddito, senza doversi necessariamente recare agli sportelli postali o ai Caf. Successivamente l’Inps eseguirà tutte le verifiche ed erogherà il reddito attraverso una carta prepagata di Poste italiane. La carta consentirà di fare prelievi in contanti entro un determinato tetto mensile. Inoltre, al fine di contrastare fenomeni di ludopatia, è fatto divieto di usare la carta per giochi che prevedono vincite in denaro. Dopo l’accettazione del reddito, il beneficiario verrà contattato dai centri per l’impiego per identificare il percorso di formazione o di reinserimento lavorativo da attuare.

Durata del reddito di cittadinanza

La durata è di 18 mesi, alla cui scadenza sarà prevista una sorta di “tagliando”. Nel caso in cui il beneficiario è ancora in possesso dei requisiti richiesti, il beneficio potrà essere prorogata di ulteriori 18 mesi.

Incentivi alle imprese

Le aziende che assumono un beneficiario del reddito di cittadinanza, potranno ottenere un incentivo sotto forma di sgravio contributivo pari alla differenza tra 18 mesi e i mesi già fruiti dal beneficiario.

Esclusioni

Sarà escluso dal reddito di cittadinanza chi:

  • non sottoscrive il patto per il Lavoro e per l’inclusione sociale;
  • non partecipa alle iniziative formative o non presenta una giustificazione;
  • non aderisce ai progetti utili per la comunità predisposti dai Comuni
  • rifiuta la terza offerta congrua;
  • non aggiorna le autorità competenti sulle variazioni del proprio reddito;
  • fornisce dati falsi.

In particolare, per chi fornisce dati o notizie non rispondenti al vero è prevista rischia dai 3 ai 6 anni di carcere. Chi non spenderà entro il mese i soldi con la card, li perderà.

Pensione di cittadinanza

La misura è prevista per quei pensionati (over 67 anni) che vivono sotto la soglia di povertà.

Ai fini del diritto alla PENSIONE Di CITTADINANZA, sono richiesti i seguenti requisiti:

  • ISEE familiare inferiore a 9.360,00 euro annui;
  • Patrimonio immobiliare, diverso dalla prima casa, non superiore a 30mila euro;
  • Patrimonio finanziario inferiore a 6mila euro, inferiore a 8mila euro se si è in coppia.

A titolo di esempio:
– Un pensionato che abita da solo e non posside una casa di proprietà avrà una pensione di cittadinanza di 780 euro al mese: di cui 150 euro per pagare l’affitto.

– Un pensionato che abita da solo e ha solo una pensione di invalidità, al posto della sua pensione, riceverà la Pensione di Cittadinanza, che con una casa di proprietà sarà pari a 630 euro al mese.

– Una coppia di pensionati che vive in un appartamento in affitto riceverà un’integrazione che permetterà loro di vivere con 1.032 euro al mese.

Quota 100

Con la “quota 100” si potrà andare in pensione con almeno 62 anni di età e un’anzianità contributiva minima di 38 anni (62 + 38). La quota 100 è una misura prevista in via sperimentale per il triennio 2019-2021. Il diritto conseguito entro il 31 dicembre 2021 potrà essere esercitato anche successivamente.

La pensione con quota 100 non sarà cumulabile, fino alla maturazione dei requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia, con i redditi da lavoro dipendente o autonomo (unica eccezione sono i redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale, ma sempre nel limite di 5.000 euro lordi annui).

Chi (dipendenti privati), entro il 31 dicembre 2018, ha già maturato i requisiti necessari per accedere alla quota 100, potrà andare in pensione dal 1° aprile 2019. Chi invece matura il diritto dal primo gennaio 2019 in poi andrà in pensione tre mesi dopo (1° luglio 2019).

I dipendenti pubblici, rispetto ai privati, dovranno aspettare agosto 2019: quindi chi aveva maturato i requisiti già gli scorsi anni, andrà in pensione il 1° agosto, mentre chi li maturerà dal 1° gennaio 2019, dovrà aspettare sei mesi.

Per la scuola, la prima finestra di uscita sarà a settembre 2019 con domande presentate entro il 28 febbraio 2019. Inoltre, la domanda di collocamento a riposo va presentata con un preavviso di sei mesi.

Opzione Donna e Ape sociale

Il decreto rinnova poi l’Opzione Donna: si tratta di una pensione anticipata, secondo le regole di calcolo del sistema contributivo, per le lavoratrici (dipendenti) aventi un’età pari o superiore a 58 anni (59 per le lavoratrici autonome) e che hanno maturato un’anzianità contributiva pari ad almeno 35 anni. Il requisito dell’età anagrafica non sarà però adeguato agli incrementi alla speranza di vita.

Inoltre, sarà prorogato fino al 31 dicembre 2019 anche l’Ape sociale, l’anticipo pensionistico previsto per alcune categorie di lavoratori.

Al seguente link le slide diffuse dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri: www.governo.it

 

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E. Nadia Delle Side: Avvocato specializzato su invalidità, indennità di accompagnamento, cecità, sordità, indennità di frequenza scolastica, handicap, prestazioni Inps e Inail, danneggiamento da trasfusioni di sangue e vaccinazioni, amministrazione di sostegno, tutela antidiscriminatoria.

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