L’Endometriosi dà diritto all’invalidità ed all’esenzione Ticket per alcune prestazioni specialistiche

L’Endometriosi  dà diritto all’invalidità ed all’esenzione Ticket per alcune prestazioni specialistiche

Marzo è il mese dedicato a livello mondiale alla consapevolezza dell’endometriosi, una malattia silenziosa che colpisce 1 donna su 10 in età fertile.

L’endometriosi è una malattia ancora poco conosciuta e non facile da diagnosticare, per questo è opportuno illustrarne le cause, i sintomi ed i diritti a cui le donne affette da endometriosi possono accedere.

Cos’è l’endometriosi

E’ una patologia in cui il rivestimento dell’utero (detto appunto endometrio) cresce al di fuori dell’utero stesso estendendosi ai tessuti circostanti. Solitamente colpisce gli organi pelvici come ovaie, tube, peritoneo, vescica, ureteri, vagina, intestino. Col passare del tempo, le zone colpite da endometriosi vanno incontro sanguinamenti interni contestualmente al ciclo mestruale, portando a infiammazioni croniche, alla formazione di cicatrici e aderenze tra gli organi, alla comparsa di cisti e noduli e quindi a dolori spesso molto forti.

Può colpire donne fertili di ogni età, ma è più comune nelle donne tra i 30 ei 40 anni. E’ difficile da diagnosticare poiché esternamente non si vede, inoltre i sintomi sono vari, quindi se non riconosciuta in tempo può portare a conseguenze serie come la perdita degli organi danneggiati, l’infertilità oltre che a incidere negativamente sulla vita della donna dal punto di vista fisico, psicologico e sociale.

Ancora non esiste una cura definitiva per questa malattia, cronica e recidivante, tuttavia sono disponibili dei trattamenti e terapie farmacologiche per alleviare i sintomi e i problemi che ne derivano. Per tale motivo è importante agire tempestivamente assicurando a chi ne soffre una diagnosi precoce e una presa in carico adeguata.

Fortunatamente, di recente l’endometriosi è stata inserita nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e riconosciuta come patologia cronica invalidante. Per cui oggi è possibile presentare domanda di riconoscimento di invalidità civile nonché domanda per ottenere l’esenzione per alcune prestazioni specialistiche (ma solo per le forme più gravi: terzo e quarto stadio della malattia).

Esenzione ticket per endometriosi

L’esenzione compete solo alle donne affette da endometriosi al terzo e quarto stadio, ossia per le forme più gravi.

L’esenzione va richiesta all’Azienda sanitaria locale (ASL) di residenza, presentando una certificazione che attesti la presenza della patologia, rilasciata da una struttura ospedaliera o ambulatoriale pubblica. A tale fine, sono validi anche:

  • copia della cartella clinica rilasciata da una struttura ospedaliera pubblica;
  • copia del verbale di invalidità;
  • copia della cartella clinica rilasciata da una struttura ospedaliera privata accreditata, previa valutazione del medico del Distretto sanitario della Azienda sanitaria locale di residenza;
  • certificati delle Commissioni mediche degli Ospedali militari;
  • certificazioni rilasciate da Istituzioni sanitarie pubbliche di Paesi appartenenti all’Unione europea.

A questo punto l’ASL rilascerà un attestato con un numero di esenzione, per patologia, utile a ridurre i costi di visite ed esami diagnostici che, nei casi più gravi, vanno eseguiti con regolarità.

Invalidità civile per endometriosi

L’endometriosi dà diritto all’invalidità civile. Nella tabelle delle percentuali di invalidità civile, sono previste le seguenti percentuali:

  1. Endometriosi al I e II stadio: 10%;
  2. Endometriosi al III e IV stadio: 11-20% (una percentuale variabile da un minimo ad un massimo);
  3. Endometriosi al III e IV stadio con complicanze:21-30% (una percentuale variabile da un minimo ad un massimo);

Durante la visita per l’invalidità civile viene usata la tabella appena vista. Come si può notare, la patologia dà un punteggio molto basso che da solo non basta ad ottenere l’invalidità civile. Infatti, per essere riconosciuti invalidi occorre ottenere almeno il 34% di invalidità.

Il primo passo da fare per presentare la domanda di invalidità è recarsi dal proprio medico di famiglia che compilerà il c.d. certificato introduttivo; una volta ottenuta copia dello stesso si può inoltrare la domanda all’Inps o personalmente (se si dispone di Pin per l’accesso al portale Inps) oppure avvalendosi del supporto di un patronato abilitato.  Si deve poi attendere la convocazione a visita da parte della Commissione medica integrata.

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E. Nadia Delle Side: Avvocato specializzato su invalidità, indennità di accompagnamento, cecità, sordità, indennità di frequenza scolastica, handicap, prestazioni Inps e Inail, danneggiamento da trasfusioni di sangue e vaccinazioni, amministrazione di sostegno, tutela antidiscriminatoria.

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