Permessi legge 104 per familiari ricoverati in struttura

Permessi legge 104 per familiari ricoverati in struttura

La legge 104 prevede che i lavoratori dipendenti possano chiedere i permessi retribuiti per assistere il familiare in situazione di disabilità grave, sempre che quest’ultimo non sia ricoverato a tempo pieno.

Cosa succede, però, nel momento in cui il familiare usa viagra sales con handicap viene ricoverato a tempo pieno in struttura? è possibile continuare a fruire dei permessi di cui alla legge 104?

Orbene, la normativa prevede che per poter fruire dei permessi legge 104 debbano sussistere le seguenti condizioni:

  • la certificazione di handicap grave, art. 3 comma 3 Legge 104/92;
  • il familiare da assistere non deve essere ricoverato a tempo pieno (per tempo pieno s’intende il ricovero per tutte le 24 ore presso strutture ospedaliere o simili, sia pubbliche che private dove viene assicurata l’assistenza sanitaria continua).

Quindi, ai fini dei permessi occorre come innanzi detto che il familiare non sia ricoverato a tempo pieno presso strutture ospedaliere o simili; comunque, in caso di ricoveri in day hospital e in centri diurni con finalità assistenziali o riabilitative o occupazionali, i permessi legge 104 possono essere richiesti.

Vi sono però delle eccezioni a tale regola, cioè vi sono dei casi in cui nonostante il ricovero a tempo pieno in struttura, i permessi posso comunque essere fruiti.

In particolare, i permessi legge 104 sono riconosciuti anche se il familiare da assistere è ricoverato a tempo pieno nei seguenti casi:

  • Il familiare con handicap grave ricoverato a tempo pieno ha necessità di recarsi generic cialis india al di fuori di tale struttura per effettuare visite o terapie certificate (messaggio Inps n. 14480 del 28 maggio 2010 – Ministero del lavoro nota 13/2009);
  • Ricovero a tempo pieno del familiare con handicap grave in stato vegetativo persistente e/o con prognosi infausta a breve termine; si ritiene che oltre alla condizione dello stato vegetativo permanente debba essere presa in considerazione anche l’ipotesi del coma vigile;
  • I sanitari della struttura ospedaliera, dove il disabile è ricoverato a tempo pieno, documentano la necessità da parte di un genitore o un familiare di assistere il disabile in situazione di gravità (circolare INPS n. 32/2012).

La legge prevede, altresì:

  • Che il prolungamento del congedo parentale fino agli 8 anni del bambino compete anche nel caso di ricovero allorché i sanitari richiedano la presenza dei genitori;
  • Che il congedo retribuito biennale può essere accordato anche nel caso di ricovero a tempo pieno del cialis online pharmacy disabile grave, quando sia richiesta dai sanitari la presenza del soggetto che dà assistenza.

Non va dimenticata un’importante sentenza della Corte di Cassazione (n. 21416 del 14/8/2019) secondo cui i permessi non possono essere fruiti nel caso di ricovero in strutture ospedaliere pubbliche o private, ma non in quelle residenziali di tipo sociale, come le case di riposo, le comunità alloggio o le case famiglia perché l’assistenza sanitaria non è continuativa. Resta fermo il divieto se la struttura fornisce prestazioni sanitarie continue, come l’RSA.

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E. Nadia Delle Side: Avvocato specializzato su invalidità, indennità di accompagnamento, cecità, sordità, indennità di frequenza scolastica, handicap, generic cialis next day deliver prestazioni Inps e Inail, danneggiamento da trasfusioni di sangue e vaccinazioni, amministrazione di sostegno, tutela antidiscriminatoria.

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