Pensionamento del caregiver che assiste un familiare con handicap grave

Pensionamento del caregiver che assiste un familiare con handicap grave

Il pensionamento del caregiver che assiste un familiare con disabilità grave.

Il caregiver è la persona che si prende cura, al di fuori di un contesto professionale e a titolo gratuito, di un familiare bisognoso di assistenza in quanto affetto da una malattia cronica, da disabilità o comunque da una condizione di non autosufficienza.

E’ un lavoro molto faticoso quello del caregiver, sia a livello fisico sia psicologico, e spesso è costretto ad abbandonare il lavoro per potersi dedicare completamente alla cura del familiare disabile. Diventa allora importante sapere se per questa figura sono previste delle forme di pensionamento anticipato, dato che allo stato attuale le misure a sostegno al caregiver e le tutele a suo favore sono molto limitate.

Quando il caregiver che assiste un familiare con handicap grave può andare in pensione?

Al momento il caregiver che assiste un familiare con handicap grave (riconoscimento Legge 104, art.3, comma 3) può contare su due misure di pensionamento anticipato: l’Ape sociale e la quota 41 precoci.

Ape sociale

Il lavoratore che assiste un familiare con grave disabilità ai sensi dell’art 3, comma 3, legge 104, può pensionarsi con anticipo mediante l’Ape sociale, a patto che sia in possesso dei seguenti requisiti.

Il lavoratore deve aver compiuto almeno 63 anni di età, essere in possesso di almeno 30 anni di contribuzione e, al momento della richiesta, deve assistere da almeno 6 mesi, il coniuge, la persona in unione civile o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104. La legge n. 205/2017, a decorrere dal 1° gennaio 2018 ha inserito nel novero dei soggetti che possono richieder l’Ape sociale anche i lavoratori che assistono, un parente o un affine di secondo grado convivente allorché i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i settanta anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti.

L’Ape sociale riguarda i lavoratori dipendenti sia pubblici che privati, gli autonomi e i parasubordinati con la sola esclusione dei liberi professionisti iscritti presso le relative casse professionali.

Inoltre, la possibilità di pensionamento del caregiver con l’Ape sociale è in scadenza il 31.12.2020, per cui il lavoratore che non perfeziona tutti requisiti entro tale data non potrà accedere al beneficio.

Quota 41 precoci

Per accedere come caregiver alla pensione quota 41, occorre invece rientrare anche nella categoria dei lavoratori precoci e avere i seguenti requisiti:

  • Avere almeno 41 anni di contributi versati
  • Avere almeno 12 mesi di contributi, derivanti da lavoro effettivo, versati prima del compimento dei 19 anni
  • Assistere al momento della richiesta da almeno 6 mesi un familiare convivente con handicap grave ai sensi della legge 104 articolo 3 comma 3.

Per chi non rientra in nessuna delle due misure pensionistiche è prevista un’alternativa, la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata, sempre che il lavoratore abbia aderito almeno da cinque anni ad un fondo pensionistico.

La Rendita integrativa Temporanea Anticipata (RITA)

Coloro che si trovano vicini al raggiungimento del diritto alla pensione di vecchiaia che per il 2020 è fissato a 67 anni e che hanno maturato almeno cinque anni in un fondo pensionistico, possono richiedere la RITA.

Alla RITA possono accedere i lavoratori del settore privato e del settore pubblico sempre che abbiano aderito a piani individuali pensionistici o fondi pensione. I requisiti richiesti per accedere alla Rendita Integrativa Temporanea Anticipata sono:

  1. cessazione dell’attività lavorativa;
  2. massimo 5 anni per l’accesso alla pensione di vecchiaia (accessibile dal 2020 a 62 anni);
  3. 20 anni di contribuzione nel regime obbligatorio di appartenenza;
  4. avere 5 anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari

o, in alternativa,

  1. inoccupazione per un periodo superiore a 24 mesi;
  2. massimo 10 anni per l’accesso alla pensione di vecchiaia (accessibile dal 2020 a 57 anni);
  3. avere 5 anni di partecipazione alle forme pensionistiche complementari;
  4. Requisito contributivo minimo di 20 anni di contribuzione

La domanda di Rendita viene effettuata direttamente presso il fondo di appartenenza

La RITA non ha finestre mobili, si percepisce dal momento dell’accettazione della richiesta da parte del fondo pensionistico fino al raggiungimento dell’età anagrafica prevista per la pensione di vecchiaia.

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E. Nadia Delle Side: Avvocato specializzato su invalidità, indennità di accompagnamento, cecità, sordità, indennità di frequenza scolastica, handicap, prestazioni Inps e Inail, danneggiamento da trasfusioni di sangue e vaccinazioni, amministrazione di sostegno, tutela antidiscriminatoria.

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